Augusta, “La posta di Carola” e l’ombra del cyberbullismo in un articolo de “Il Fatto Quotidiano”

La vicenda riportata in un articolo di Selvaggia Lucarelli che ha raccolto le denunce di alcune ragazze che si sono già rivolte alla polizia postale, l’amministratrice del gruppo Carola Saccone pronta a dire la sua verità

Di certo sarà il Tribunale penale – la prima udienza è stata fissata per il 5 febbraio – a cui si è arrivati dopo la denuncia per diffamazione di alcune ragazze a decidere se sia stato commesso un reato, ma da un paio di giorni è già diventata un “caso” sui social, e non certo dei migliori, la vicenda del gruppo “La posta di Carola”, al centro di un articolo di Selvaggia Lucarelli pubblicato domenica su “Il Fatto Quotidiano” e riportato anche sulla sua pagina Facebook.

Racconta di un gruppo social con 30 mila follower, riservato alle donne, amministrato dall’augustana poco più che trentenne Carola Saccone in cui vengono pubblicate lettere delle stesse iscritte che raccontano le proprie vite ed esperienze, poi commentate dalle altre ragazze e donne, molte delle quali sono appunto di Augusta.

Sullo sfondo, però, secondo la giornalista e scrittrice ci sarebbe l’ombra del cyberbullismo, una grave piaga degli anni dell’essere “sempre social” e della caccia ai like che ha già mietuto vittime e che forse appare ancora più grave perché sarebbe tutto al femminile. Con ragazze e giovani donne, che, a leggere gli screenshot di alcune conversazioni pubblicati dalla giornalista anche su Facebook a corredo dell’articolo, scaglierebbero post volgari contro altre donne, ingiuriandole e denigrandole. Colpevoli queste ultime solo di non pensarla allo stesso modo e di aver espresso una critica. Oltre a spingere le altre iscritte a fare lo stesso. Alla faccia della solidarietà femminile.

“Arrivo a La posta di Carola – scrive Lucarelli- dopo decine di segnalazioni di ragazze arrivate nell’arco di un anno circa. Mi scrivono cose allarmanti: “Sono stata bullizzata”, “Mi vergognavo di uscire di casa”, “Ho avuto crisi di ansia”. Mi inviano foto di post e commenti denigratori che sembrano scritti dagli uomini più violenti e frustrati, di quelli che si ritrovano su certi gruppi segreti per sfogare la loro misoginia repressa. Invito Facebook e le autorità competenti ad Augusta a monitorare la situazione e a prendere sul serio le denunce relative a questa questione perchè c’è una certa pericolosità sociale in quello che ho visto e sentito. O deve succedere qualcosa di grave?”

La macchina della giustizia è comunque già partita e deciderà nei prossimi mesi, l’avvocato di Carola Saccone, Tiziana Di Modica ha già fissato un incontro con la stampa per venerdì prossimo per raccontare la sua verità.


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