Augusta, la Capitaneria sequestra 200 ricci e multa un pescatore

Intanto un uomo è stato denunciato nuovamente per aver diffuso, sul web, espressioni oltraggiose, e minatorie non solo contro i militari della capitaneria, ma contro le Forze armate

Duecento ricci sono stati sequestrati stamattina nelle acque antistanti la “Gisira” durante un’attività di vigilanza sul litorale da parte di una pattuglia della Capitaneria di Porto-Guardia costiera di Augusta, che ha beccato un pescatore non professionale intento ad effettuare pesca di frodo di ricci di mare. Immediatamente gli agenti gli hanno intimato l’Alt , ingiungendogli di consegnare il frutto dell’indebita battuta di pesca e gli hanno elevata una sanzione amministrativa di circa 2.000 euro. I ricci, contenuti in una sacca, sono stati sequestrati ed, ancora vivi, sono stati rigettati in mare dal battello Cp 716.

La Capitaneria di porto-Guardia costiera ricorda che la pesca dei ricci è consentita solo nei limiti di 50 unità per persona, ed al di fuori dei mesi di maggio e giugno, in cui permane il divieto assoluto di cattura. A tal proposito, invita la collettività a collaborare, segnalando l’ipotetica perpetrazione di condotte illecite chiamando il numero “blu” 1530 del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, od il numero unico di emergenza 112.

La Capitaneria, inoltre, ha fatto sapere che una denuncia è stata presentata oggi all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di vilipendio a corpi militari e di polizia dello stato, minacce a pubblici ufficiali e diffamazione nei confronti di un uomo che ha diffuso, sul web, espressioni oltraggiose, e minatorie avverso non solo tali militari, ma all’indirizzo degli appartenenti in genere alle Forze armate ed alla Forza pubblica. A queste affermazioni è stata accompagnata un’espressiva immagine dal carattere apertamente torvo. Questo è avvenuto a commento della notizia, diffusa ieri sempre dalla capitaneria  che riferiva di una persona  deferita all’autorità giudiziaria per la pubblicazione, sempre sul web, di dichiarazioni ingiuriose nei confronti di militari appartenenti Comando.

La Capitaneria ricorda come “il mezzo mediatico sia, come noto, uno strumento assai potente, giacché i relativi fruitori possono essere in numero particolarmente rilevante. Proprio per tale ragione, le dichiarazioni dispensate sullo stesso dovrebbero essere accuratamente soppesate, allo scopo di evitare non solo ipotetici fraintendimenti ma, soprattutto, l’eventuale proferimento di contumelie: non vi è infatti alcuna spersonalizzazione nell’utilizzo di tale mezzo mediatico, giacché tale presunta mancanza di individualizzazione è solo apparente, per l’appunto, non sussistendo, conseguentemente, alcuna esenzione da responsabilità


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