Augusta, il traghetto veloce Aeolos Kenteris finisce nel “cimitero” delle navi

Il traghetto di trova in secca a poca distanza da altre navi abbandonate da anni e dalle saline Migneco-Lavaggi. Parisi (Legambiente): “grave continuare ad abbandonare navi in mare”

Si è “arricchito” da poco di una nuova grossa nave, il traghetto veloce bianco e blu Aelos Kenteris, il cosiddetto “cimitero delle navi”, lo specchio di mare a nord della rada dove si trovano già in abbandono circa una decina di navi, i cui scafi da anni rilasciano in mare sostanze chimiche, ruggine e vernici.

12 mila tonnellate di stazza, era arrivato ad Augusta  a rimorchio e senza equipaggio, il 9 giugno di due anni fa inizialmente – si disse all’epoca – per ripristinare la linea traghetti Augusta-Malta. Poi fu posto sotto sequestro giudiziario dai creditori ed è rimasto fermo, per due anni, ad occupare uno spazio nella banchina del porto commerciale da dove, da qualche settimana, è stato trasferito e disposto in secca accanto alle saline Migneco–Lavaggi, dalla Borgata a poca distanza dalla zona speciale di conservazione e di particolare interesse naturalistico, protetta da norme  direttive europee.

“E per le quali è previsto che qualunque intervento sia sottoposto a valutazione di incidenza ambientale – afferma Enzo Parisi di Legambiente – Questo non sembra essere ancora avvenuto, si è deciso di metterlo in secca accanto a navi che non vengono tolte da anni e non si capisce perchè non si portano via. Con il rischio che possa perdere in mare  oli combustibili, vernici, additivi che sono a bordo contribuendo a contaminare il mare. Le navi dovrebbero essere prima bonificate, lo dicono le norme in vigore”.

A dicembre 2017 c’è stata un’asta per vendere il traghetto con una base di 6 milioni di euro, che sarebbe andata deserta, ma “non si può aspettare che si risolvono le questioni legali” secondo Parisi che ritiene un “fatto grave” continuare a incrementare il cimitero delle navi. “Stiamo occupando tutta la parte Nord con navi abbandonate, che hanno subito un sequestro o che hanno vertenze giudiziarie e che rischiano di rimanere qui chissà per quanto tempo –ha aggiunto – È una situazione inaccettabile e si continua a farlo, bisogna che la autorità provvedano ad eliminare questa situazione- Bisognerebbe, inoltre, arrivare a una norma che consenta di togliere tutti questi rottami dal mare e che non permetta di portare qui delle navi abbandonate, il cui costo di dismissione poi rimane a carico della collettività”.

Davanti al traghetto c’è un’altra nave abbandonata, è verde e si chiama “Dila S”, battente bandiera panamense. È arrivata a febbraio 2011 ed è stata posta sotto sequestro per lavori non pagati, insieme ad alcuni marinai dell’equipaggio, che non venivano pagati e con un carico di  mille e cinquecento tonnellate di nitrato di ammonio nella stiva. I marittimi sono poi sbarcati e la nave, da 7 anni ormai, è ferma nella rada del porto. Più o meno contestualmente al traghetto greco, inoltre, a fine agosto 2016 è arrivata anche la motonave “Oruc Reis”, rimasta ferma per oltre un mese qualche mese prima per una avaria alla fonda di Pozzallo, nel Ragusano.

Era sotto sequestro dalla magistratura e quasi senza più l’equipaggio che, in massa aveva abbandonato la nave a parte tre marittimi che chiedevano il pagamento delle spettanze maturate e con a bordo rottami metallici. È rimasta ormeggiata, sotto sequestro, alla banchina Itsa del porto commerciale con i marittimi che sono poi sbarcati e rimpatriati dopo qualche mese, mentre i proprietari del carico, che hanno ottenuto l’autorizzazione a prenderselo con un’altra nave nei primi mesi del 2017. Poi la nave è stata spostata all’ex banchina solidi, accanto al lato sud della diga foranea e infine, dalla fine dai primi del 2018 è ormeggiata al pontile consortile.


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