Augusta, il relitto del naufragio del 18 aprile alla 58° Biennale d’Arte di Venezia: ma tornerà per il “Giardino della memoria”

Il relitto arriva oggi. Per il suo ritorno ad Augusta, dopo la Biennale, c’è un’intesa tra il sindaco e l’artista svizzero, che l’ha avuto in comodato d’uso gratuito

Arriva oggi a Venezia, dove sarà esposto alla prestigiosa 58° Biennale d’arte, intitolata “May you live in interesting times”, in programma dall’8 maggio al 24 novembre 2019 il barcone che il 18 aprile 2015 naufragò nel Canale di Sicilia, con all’interno circa 800 migranti. Dopo quasi tre anni il relitto ha lasciato, dunque, il pontile Nato della Marina militare di Augusta dove si trovava da giugno del 2016 dopo essere stato recuperato dal mare. A Venezia verrà esposto come simbolo di notevole importanza socio-politica, etica e storica del fenomeno delle migrazioni umane.

Tutto ciò è stato possibile dopo che la presidenza del Consiglio dei ministri, ad esattamente quattro anni di distanza dal tragico affondamento, il 18 aprile di quest’anno, ha autorizzato il ministero della Difesa ad affidare il relitto alla città di Augusta per realizzare il progetto “Giardino della memoria” proposto e voluto dal locale Comitato 18 aprile e subito condiviso dall’amministrazione e dall’intero consiglio comunale. Contestualmente l’ amministrazione comunale, guidata dal sindaco Cettina di Pietro, ha accettato la richiesta avanzata da Cristoph Büchel, noto artista ideatore del progetto “Barca nostra” – coordinato da Maria Chiara di Trapani – e caldeggiata dal Comitato 18 aprile, e ha concesso all’artista il barcone in comodato d’uso  per l’esposizione alla Biennale e per la durata di un anno. Al termine del ciclo espositivo il relitto verrà riportato ad Augusta e collocato in un’area dove si realizzerà, con il contributo di chi vorrà, il “Giardino della memoria” che sarà un monumento collettivo e un luogo dove fare memoria delle migrazioni, una realtà che sta segnando il nostro tempo e di cui Augusta è stata ed è testimone e protagonista.

Lo rende noto il Comitato 18 aprile, che ringrazia quanti, a vario titolo, si sono adoperati nel tempo per il recupero, la conservazione e la trasformazione in monumento collettivo del relitto: “questi avvenimenti, apparentemente semplici, hanno richiesto l’impegno costante di comuni cittadini, di diverse amministrazioni, di decine di tecnici e funzionari che hanno lavorato intensamente, ben oltre i loro doveri d’ufficio, per superare ostacoli tecnici e burocratici e giungere finalmente al buon risultato. – si legge in una nota – Il recupero del barcone dal sito dove si era inabissato, il suo trasporto ad Augusta, la pietosa rimozione delle salme con il prelievo e la catalogazione del Dna e, adesso, il trasferimento del relitto verso sedi di esposizione internazionale, sono state e sono operazioni complesse, imprese tecnicamente sfidanti che hanno richiesto e ancora richiederanno coraggio e determinazione e, soprattutto, generosità. Ci auguriamo che tanti, ora e nei mesi a venire, comprenderanno l’importanza del barcone in ragione di ciò che esso rappresenta per i migranti e le genti che hanno vissuto l’esperienza della migrazione, per chi è stato ed è coinvolto nelle varie operazioni, per il mondo dell’arte, della cultura e della scienza, per i popoli del Mediterraneo, per le parti più sensibili della società italiana e internazionale, per chi vuole restare umano, per la città di Augusta e per la sua storia”.


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