Augusta, Giornata internazionale della donna tra flash mob, solidarietà e rivendicazioni sindacali

Tante le iniziative che tra ieri e oggi si sono susseguite per tenere alta l’attenzione sull’importanza del rispetto della donna

Un flash con le studentesse del Ruiz, un torneo di pallavolo ma anche la sensibilizzazione sulle disparità salariali e del mondo del lavoro con la Cgil. Così si è festeggiato, tra ieri e oggi, la Giornata internazionale della donna che al secondo istituto superiore della Borgata ha avuto il suo momento clou nel cortile della scuola dove gli studenti si sono ritrovati per dire “no” alle discriminazioni e alle violenze contro le donne e per difendere le conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute in questo ultimo secolo. Con indosso le magliette gialle, il colore della mimosa, hanno messo in scena un flash mob su un testo di Fiorella Mannoia, “Il peso del coraggio”, coordinate dalle docenti Lorena Crisci e da Megghie Saraceno una ex studentessa ora tirocinante. La scuola ha così aderito così alla campagna “One billion rising”, il più grande evento mondiale contro la violenza di genere, ideato da Eve Ensle, con l’obiettivo di invitare tutte le donne ad unirsi, a rompere le catene, a non sentirsi sole davanti alla violenza.

Stamattina 12 alunni della scuola si sono spostati in piazza Duomo, insieme a diverse decine di studenti provenienti da tutte le scuole e a sportivi della “Pallavolo Augusta” per partecipare al primo “Torneo di solidarietà Nesea”, mini torneo di pallavolo mista promosso dall’ associazione e centro antiviolenza che difende le donne maltrattate, guidata da Stefania Caponigro e dal Comune. All’evento, a cui hanno preso parte anche il sindaco Cettina Di Pietro e il senatore Pino Pisani, aveva come madrina Patrizia Epaminonda, docente della scuola e donna coraggiosa che da mesi porta avanti la sua battaglia contro un tumore, impossibilitata a presenziare perchè in volo per Milano per un controllo. Anche se la sua voce e il suo pensiero sono stati affidati alla sorella Eleonora, che ha letto una sua lettera in cui Patrizia dice che bisogna dare voce a “tutte quelle donne che non riescono a vivere questo giorno nel migliore dei modi. Questo giorno è simbolo, ma dietro c’è una lunga e faticosa conquista di una posizione sociale non differente da quella maschile e deve essere un’opportunità per ricordarsi dei passi fatti e della molta strada ancora da percorrere. Occorre un impegno forte e concreto da parte di ogni cittadino, dai più grandi ai più piccoli, contro le discriminazioni e le violenze. Sin dai primi anni d’infanzia attraverso mezzi quale la scuola, lo sport, il gioco bisogna educare i bambini al rispetto della donna affinché siano concetti insiti dentro ognuno di noi”.

E in un angolo della piazza, stamattina, accanto a due paia di scarpe rosse, simbolo della violenza contro la donne c’era anche il piccolo banchetto del Cgil, con il segretario Lorena Crisci e Carmelo Lo Turco, che guida lo Spi che hanno sensibilizzato anche sulle molestie sui luoghi di lavoro, soffermandosi sulla piattaforma del 6 marzo che rivendica migliori condizioni occupazionali e parità salariale per le donne.

 


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