Augusta, giornalismo: un incontro – convegno e l’Osservatorio dei giornalisti minacciati fa il punto della situazione in provincia

Decine sono le cause ancora pendenti al tribunale di Siracusa a carico di giornalisti, accusati di diffamazione a mezzo stampa, mentre nel quadriennio 2010-13 i procedimenti sono aumentati dell’8% all’anno

In poco più di 2 anni di attività dell’Osservatorio sui giornalisti minacciati in provincia di Siracusa è aumentata l’aggressività nei confronti dei giornalisti e Siracusa entra nel circolo delle querele temerarie contro i giornalisti”. A dirlo ieri mattina è stato  Franco Nania, fiduciario Unci Siracusa, all’incontro-dibattito “Giornalisti minacciati in Sicilia: mai soli”, organizzata nei locali dei quarto istituto comprensivo “Domenico Costa” dall’Unione nazionale cronisti, in collaborazione con Fnsi e Associazione siciliana della stampa.

Si tratta del primo corso di formazione continua per giornalisti organizzato ad Augusta, moderato da Leone Zingales, vice presidente nazionale dell’Unci e introdotto dai saluti del dirigente scolastico del “Costa”, Michele Accolla che è anche giornalista pubblicista, alla presenza del presidente regionale Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo e di Santo Gallo, consigliere dell’Ordine regionale dei giornalisti che ha letto  un messaggio del presidente dell’Ordine, Giulio Francese.

Il fiduciario Unci ha ricordato che l’osservatorio è nato nel settembre 2016 e ha raccolto diverse  segnalazioni di colleghi costretti a operare in un clima difficile che alcuni hanno definito di intimidazione. “In provincia di Siracusa sono, purtroppo, numerosi i casi di giornalisti minacciati – ha detto -. A cominciare da Paolo Borrometi, l’11 settembre insultato da due persone sul profilo Facebook della testata online La Spia, a commento dell’articolo in cui rendicontava sulle elezioni ad Avola e sulle mire delle famiglie mafiose di condizionare il voto della città. Ancora il 19 novembre ha ricevuto un messaggio minaccioso nella posta privata di Fb dal fratello di un uomo vicino al clan Bottaro-Attanasio. Subiscono gli strascichi giudiziari di episodi avvenuti 6 anni fa Franco Oddo e Carmelo Maiorca: il primo direttore del periodico La Civetta di Minerva e, l’altro de L’Isola dei cani sono sotto processo a Messina e la prima udienza è stata fissata ad aprile. Caduta l’imputazione per associazione a delinquere, devono rispondere di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di magistrati.  Sempre Oddo e la collaboratrice del La Civetta di Minerva, Marina Di Michele il 4 novembre 2016 ricevono la richiesta iniziale di 5milioni, poi ridotta a 500mila euro da un magistrato che li ha diffidati per articoli pubblicati del 2011-2013 sulla Procura di Siracusa”.

E poi ancora Nania ha ricordato il caso di  Giuseppe Guastella, direttore del periodico Il Diario1984 (attualmente ai domiciliari, arrestato nell’ambito della vicenda Sistema Siracusa) e di Luca Signorelli, collaboratore del quotidiano online Siracusanews che “nel corso di una conferenza stampa il 9 maggio vengono presi di mira da una consigliera comunale che ha dichiarato di voler querelare per diffamazione. Poi – ha aggiunto – c’è il caso di Massimo Ciccarello, cronista del sito online La Nota 7 che il 6 dicembre 2016, viene attaccato dall’amministrazione comunale di Augusta per un articolo sulle parcelle a professionisti”.

Questi sono i casi più eclatanti, ma si pensa che ce ne siano molti altri anche da quando con i cosiddetti “Veleni in Procura”, “la tensione è palpabile soprattutto per i cronisti che hanno raccontato e continuano a riportare la cronaca di quanto accade negli ambienti giudiziari. Anche a Siracusa, da qualche anno, quello del giornalista è un lavoro che infastidisce – ha proseguito – che disturba, e quindi spesso da attaccare con gli strumenti della querela, quando non s’interviene con la pressione sull’editore”.

Decine sono le cause ancora pendenti al tribunale di Siracusa a carico di giornalisti, accusati di diffamazione a mezzo stampa mentre nel quadriennio 2010-13 i procedimenti sono aumentati dell’8% all’anno. E poi c’è anche il capitolo delle richieste di risarcimento danni magari nei confronti di un giornalista precario che guadagna pochi euro a pezzo o non è assistito e tutelato dal suo editore.

È il direttore del quotidiano online Siracusanews, Giangiacomo Farina, che – ha detto Nania – ci informa, attraverso un suo editoriale, di avere ricevuto un avviso di richiesta di risarcimento danni per la cifra di un milione di euro per avere scritto un articolo relativo a un centro commerciale di Siracusa. Richiesta di risarcimento a firma di uno degli avvocati oggi coinvolto nell’inchiesta della Procura di Messina per dossier e depistaggi”.

Hanno poi raccontato la propria  esperienze personali il giornalista augustano Ciccarello che ha consegnato un documento all’Osservatorio in cui ha elencato tutti gli episodi, connotati da date e documenti, dei suoi rapporti “difficili” con l’attuale amministrazione e il gruppo consiliare del Cinque stelle  ricordando anche di essere stato querelato da un consigliere comunale di maggioranza oltre al collega Gianni D’Anna che ha, invece, rievocato la sua vicenda giudiziaria, lunga oltre 10 anni, che lo ha visto condannato per due volte, in primo e secondo grado, per diffamazione nei confronti dell’ex  pm di Siracusa coinvolto nei “Veleni in Procura”. A seguire hanno parlato Franco Oddo e Carmelo Maiorca che dovranno comparire in giudizio a Messina il 22 marzo.

D’Anna ha detto di essersi sentito solo in questi anni e ha ricevuto la solidarietà, così come anche Ciccarello,  sia da Zingales sia dal segretario regionale dell’Assostampa Cicero, quest’ultimo ha anche dichiarato la sua vicinanza quando andrà in Cassazione, considerato che il giornalista ha già presentato appello. Per Cicero “c’è un clima di generale intolleranza. Dobbiamo favorire la consapevolezza, – ha detto – in molte circostanze i giornalisti rischiano di sentirsi soli, indifesi, i parafulmini di tante situazioni e devono essere pronti ad essere sul campo e sul territorio. Dobbiamo dare anche un esempio col nostro lavoro di correttezza e di coraggio. Siamo a  fianco del giornalisti affinchè non si sentano veramente mai soli”.

Ha concluso Alessandro Galimberti, presidente nazionale dell’Unci che ha detto che “qui in Sicilia e Siracusa succedono cose che rappresentano diverse forme di attacco alla professione, è molto da laboratorio quello che è successo alla procura di Siracusa con i veleni giudiziari, è inutile girarci intorno. Noto tante anomalie, quando succedono queste cose si insinua un percorso vizioso tra impresa, professioni, istituzioni, poteri e magistratura e devono farsi sentire le istituzioni della professioni. Bisogna esprimere più vicinanza della categoria ai colleghi e bisogna cambiare strategia e prestare attenzione anche ai casi più periferici  in Sicilia. Ci sono tanti Borrometi, non basta più parlare solo di Saviano perchè prima ci sono centinaia di colleghi che sono stati abbandonato al loro destino, non è una provocazione ma un suggerimento che porto a me stesso. Bisogna agire come comunità di giornalisti. Il giornalismo non deve essere perseguibile, ma i giornalisti quando non tengono fede ai principi fondamentali che regolano la professione e la usano a loro piacimento vanno sì perseguiti, affinché non venga penalizzata l’intera categoria”.


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