Augusta, Facciamo squadra lancia il nome di Bonnici per le primarie del centrosinistra….ma quale centrosinistra?

Il movimento politico tenta di scuotere il torpore della politica locale parlando di primarie che per alcuni sono premature  essendo prioritario ricostruire il centrosinistra

“Il centrosinistra  scelga il candidato a sindaco  mediante delle primarie su temi chiari e condivisi  le primarie alle quali parteciperemo con un nostro candidato, il coordinatore Giovanni Bonnici”. A lanciare la proposta, a quasi 2 anni della prossima scadenza  elettorale, è il movimento Facciamo squadra, che si colloca naturalmente nell’ambito del centrosinistra e che cerca di scuotere “il torpore” in cui sembra immersa la politica locale, tranne qualche eccezione  sottolineando che Augusta che “vive da troppo tempo una divisione tra società e mondo politico che ha portato ad una sempre più grande sfiducia in chi si propone per la gestione della cosa pubblica. – dice Bonnici- In questo panorama assistiamo a scelte scellerate prese sulla pelle degli augustani; ospedale, Inps, Agenzia delle entrate sono esempi di decisioni prese contro gli interessi dei nostri cittadini. Anche (e soprattutto) la scelta dei candidati alle elezioni segue la stessa regola; scelte prese nelle segreterie di partito o da pochi iscritti a qualche circolo, senza trasparenza alcuna. Noi pensiamo che occorra fare chiarezza nella scelta di chi vada a concorrere per le elezioni amministrative e riteniamo che lo strumento delle primarie sia l’unico in grado di ricostruire un vero legame tra elettorato e candidati”.

Secondo Bonnici  le primarie hanno il grande merito “di far scegliere i cittadini e di creare le basi di una solida unione politica che possa amministrare la nostra città; solo in questo modo sarà possibile creare le basi per una coalizione forte e coesa in grado di rilanciare positivamente la nostra città”.

Una presa di posizione  che, però, a qualcuno è sembrata un po’ prematura anche considerato il fatto che, prima di parlare di  nomi da candidare,  il centrosinistra dovrebbe  ricostruire  le sue basi. A partire,  ad esempio,  dal Pd, che da mesi non ha neanche più gli organismi di partito e che, dopo l’uscita dell’ex segretario Giancarlo Triberio, che ormai più di un anno fa lasciato,  non ha neanche un commissario ed è pressoché sparito dalla scena politica.

Pertanto è praticamente impossibile cercare un nome da candidare per le primarie, anche se su Facebook il consigliere comunale Alessandro Tripoli, che si definisce iscritto al Pd e suo rappresentante in aula garantisce “che noi alle primarie di centrosinistra parteciperemo. Sarà la gente a decidere se farlo dentro o fuori il  Pd, non pochi opportunisti della poltrona che si rivedono solo per gli appuntamenti importanti”- ha scritto

Il responsabile  dei Giovani democratici, Manuel Mangano   si limita a dire che bisogna riavviare la discussione, uno dei pochi a farsi sentire attualmente nel centrosinistra è  il consigliere Triberio con il movimento di Leu-Centro passi e il gruppo consiliare composto insieme ai colleghi  Franco Lisitano e Alfredo Beneventano Del Bosco. “Sono d’accordo sull’idea di fare le primarie ma bisogna intanto  pensare ad   aggregare tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra”- ha commentato

Le considera uno strumento utile anche  Giambattista Totis, ex candidato a sindaco con il movimento “Ricostruiamo l’orgoglio dell’appartenenza” e uomo di centrosinistra secondo il quale però “bisogna ricostruire un minimo di dibattito  politico, che ormai non esiste più da tempo e  confrontarsi intanto sui contenuti e suoi programmi piuttosto che avanzare nomi e fare fughe in avanti.  Bisogna, inoltre,  anche capire cosa farà il Pd e cosa succederà a livello nazionale”. –ha detto

Altro movimento, che potrebbe entrare nella discussione del centrosinistra è “Augusta 2020” rappresentato in consiglio  da Salvatore Errante, Enzo Canigula e Marco Niciforo che, qualche mese fa  attraverso i componenti  del direttivo Peppe Tedesco, Roberta Indelicato e Luca Vita, aveva preso una posizione  pubblica contro la mancanza di dialettica in consiglio comunale.  E che, però, ancora non ha del tutto chiarito qual è la sua collocazione politica.


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