Augusta, ex poligono di tiro di Punta Izzo: la Procura indaga sul progetto di riattivazione

Lo rende noto il Coordinamento che, attraverso un diniego di accesso al progetto della Sovrintendenza di Siracusa ha appreso dell’indagine in corso e chiede il sequestro dell'area

La Procura di Siracusa sta indagando sul progetto di riattivazione dell’ex poligono di tiro di Punta Izzo. Lo fa sapere il coordinamento Punta Izzo possibile, che si batte perchè la porzione di territorio venga smilitarizzata e restituita alla fruizione pubblica e per questo ha già presentato un esposto alla Procura che il 28 gennaio ha acquisito parte della documentazione del progetto depositato negli uffici della Soprintendenza di Siracusa che, nel 2013, ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica  alla direzione del Genio militare per la Marina di Augusta.

Ed è stata proprio la Sovrintendenza, in una nota ufficiale firmata dalla Sovrintendente Rosalba Panvini e dalla dirigente Rita Insolia, a far sapere dell’avvio della indagine e negato, proprio  per questo motivo, l’accesso agli atti del progetto di “demolizione e ricostruzione” del poligono della Marina militare, che prevede anche il rifacimento della strada d’accesso e la realizzazione di un piazzale sul tratto costiero.

Nella stessa nota si dice che il progetto autorizzato “riguarda anche quei lavori di messa in sicurezza delle infrastrutture” eseguiti a febbraio 2017 con la chiusura degli accessi principali e nella realizzazione di una recinzione di paletti metallici “fissati al suolo con cemento, a poche decine di metri dalla linea di battigia. Un intervento che ha comportato anche il taglio della vegetazione cresciuta ai margini dell’area addestrativa – fa sapere il coordinamento – Nell’attesa che gli inquirenti facciano piena luce sulla vicenda, a motivo di quanto appreso mercoledì scorso dalla Soprintendenza con l’assistenza del legale Sebastiano Papandrea abbiamo presentato un nuovo esposto con cui si richiede il sequestro preventivo dell’area dell’ex poligono, appurato che l’esecuzione della messa in sicurezza, parte integrante del progetto di riattivazione del poligono, attesterebbe l’avvenuto inizio dei lavori di realizzazione del progetto della Marina militare. L’eventualità che i lavori in esame proseguano e vengano portati a compimento, reca infatti il serio e attuale pericolo che la libera disponibilità dell’area costiera possa aggravare o protrarre le conseguenze dannose dei supposti reati paesaggistici su cui indaga la Procura”.

Il coordinamento ha, inoltre, richiesto al Comando militare marittimo di Sicilia di chiarire se anche le indagini georadar, eseguite nei mesi scorsi dal Genio militare, facciano parte o siano in qualche misura connesse e preordinate alla realizzazione del nuovo poligono di tiro, atteso che lo scopo dichiarato di queste indagini – come risulta dalla documentazione ufficiale – “verte nel riconoscimento di eventuali tubazioni presenti nel sottosuolo della struttura in oggetto”.

Entro maggio, inoltre, l’assessorato regionale dei Beni culturali dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta di annullamento dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Sovrintendenza e contenuta nel ricorso gerarchico presentato, insieme a Natura Sicula, dal Coordinamento che, infine, chiede di sapere dall’amministrazione di Augusta quali azioni sono state intraprese o programmate, dopo la mozione di indirizzo di opporsi alla riattivazione dell’ex poligono di tiro, approvata oltre 20 giorni fa del Consiglio comunale.


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