Augusta, Evasione fiscale: la Guardia di finanza arresta una persona e ne denuncia 25. Sequestrati terreni e quote societarie

I finanzieri della Compagnia di Augusta, su ordine del G.I.P. del Tribunale di Siracusa che ha accolto le richieste formulate dal P.M., nell’ambito di una complessa indagine tributaria svolta nei confronti di una serie di aziende operanti, nella provincia aretusea, in diversi settori economici, hanno arrestato un imprenditore megarese (C.C. di anni 60 – detenuto presso il proprio domicilio) e denunziato 25 persone per aver evaso imposte dovute per complessivi 10 milioni di euro. In particolare, C.C. – di anni 60 -, è stato posto agli arresti domiciliari in quanto, nella gestione di una società augustana esercente l’attività di “costruzione di edifici residenziali e non residenziali”, ha, tra l’altro, emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre € 1.000.000.

Il soggetto arrestato, formalmente amministratore di una delle società coinvolte, era invece un “prestanome” del vero artefice della frode fiscale ideata, M.A. – soggetto augustano di anni 54. A carico di quest’ultimo, pregiudicato per reati di mafia, amministratore “occulto” di una nota società augustana avente 20 punti vendita di articoli di bellezza e di profumeria, non solo in Augusta, Melilli ed Avola, ma anche nelle città di Ragusa, San Cataldo (CL), Castrofilippo (AG), Belpasso e Gravina di Catania (CT), è stato operato il sequestro ex art. 12 quinquies del D.L. n. 306/1992 di tutte le quote della società, avente un valore commerciale di circa € 6.000.000, per aver trasferito fraudolentemente somme e parte del patrimonio aziendale al fine di evitare l’applicazione delle misure di prevenzione anti – mafia.

 

 

 

In tale contesto, sono stati anche eseguiti sequestri preventivi c.d. “per equivalente” di immobili e terreni, quote societarie, conti correnti, libretti di risparmio e depositi bancari per un totale di oltre circa € 650.000, a carico di altri due imprenditori megaresi (E.A. di anni 59 e S.C. di anni 42), responsabili della gestione di due società di Augusta esercenti l’attività di “commercio al dettaglio di articoli di profumeria” e di “servizi di ristorazione”.

Tale operazione consegue ad una complessa ed articolata attività di polizia giudiziaria e tributaria iniziata nel novembre del 2010 e finalizzata ad accertare compiutamente le dinamiche societarie riconducibili, di fatto, ad un unico gruppo imprenditoriale di Augusta (SR) operante nel settore del commercio al dettaglio di prodotti cosmetici/profumeria e della ristorazione nelle provincie di Siracusa, Ragusa, Catania ed Agrigento.

Le Fiamme Gialle megaresi hanno così sottoposto a verifica numerose società, accertando l’esistenza di una rete di collegamenti e relazioni economiche tali da consentire l’evasione al Fisco per complessivi 10 milioni di euro, mediante la costituzione di un sodalizio il cui scopo era frodare le imposte dirette ed indirette attraverso l’alterazione delle poste di bilancio nonché l’emissione di fattura false, circostanze che hanno permesso l’occultamento dei reali volumi d’affari conseguiti e/o l’abbattimento dei costi solo fittiziamente sostenuti.

Le attività di indagine hanno altresì consentito di accertare che M.A. di anni 54 ha, di fatto, posto a capo delle società verificate propri parenti o comunque soggetti compiacenti e, quindi, ha utilizzato gli stessi per creare falsi documenti contabili e precostituirsi, di conseguenza, una fittizia posizione fiscale. Tale stratagemma, ideato certamente per evadere ed eludere gli obblighi tributari, aveva, in realtà, anche un’altra finalità: M.A., infatti, già condannato in sede definitiva per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, per sottrarsi alle misure di prevenzione patrimoniale anti-mafia, ha fittiziamente trasferito alla propria madre le quote societarie e la gestione di una nota società augustana avente 20 punti vendita di articoli di bellezza e di profumeria sparsi su tutto il territorio siciliano.

Ma tutto ciò non è servito a nulla: su ordine del G.I.P. del Tribunale di Siracusa, infatti, i Finanzieri hanno sottoposto a sequestro tutte le quote societarie di quest’ultima impresa commerciale ai sensi dell’art. 12 quinquies del D.L. n. 306/1992.

Complessivamente, l’esito delle attività condotte ha permesso di accertare:

reddito sottratto a tassazione per oltre 8 milioni di euro;
l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un ammontare superiore a 2 milioni di euro;
frode all’IVA per oltre 1.5 milioni di euro.

 

 

 

Sono stati infine denunziati alla Procura della Repubblica di Siracusa:

5 soggetti per il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti;
17 soggetti per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti;
3 soggetti per il reato di omessa presentazione della dichiarazione, dichiarazione infedele e distruzione di documentazione contabile.

“Questa complessa operazione di servizio” – commenta il Comandante Provinciale – “è frutto di un’attenta analisi investigativa il cui scopo non è solo quello di individuare le più pericolose forme di evasione a tutela degli interessi dell’Erario e, soprattutto, degli stessi contribuenti onesti e dell’economia sana, ma anche quello di contrastare le insidiose e variegate forme di infiltrazione della criminalità nella gestione di soggetti economici operanti nel territorio della provincia, al fine di scardinare pericolosi “connubi” tra criminalità, impresa ed evasione fiscale.

E’ comunque doveroso ed opportuno precisare che il provvedimento eseguito consentirà in ogni caso di preservare i posti di lavoro dei numerosi dipendenti della società oggetto di indagini, poiché la totalità delle quote sottoposte a sequestro verranno affidate, per la conseguente successiva gestione dei punti vendita della stessa, ad un custode giudiziale nominato dalla competente Autorità Giudiziaria aretusea”.

 

 

 

 

 

 


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