Augusta, Eurobirdwatch alle saline del Mulinello: la battaglia contro la cementificazione arriverà in Europa

Le associazioni  Lipu, Legambiente   ed Italia nostra si sono dati appuntamento ieri alle saline di Punta Cugno dove sono stati avvistati una cinquantina di uccelli

Binocoli e macchine fotografiche in mano, ieri mattina, per vedere gli uccelli,  una cinquantina tra falchi pescatori, aironi cinerini, guardabuoi, bianco maggiore, guardabuoi, garzette, folaghe che stazionavano nella saline di Punta Cugno, minacciate dall’asfalto con cui verranno ricoperte secondo quanto prevede il progetto dell’Autorità portuale di sistema del mare di Sicilia orientale per allargare lo scalo con nuovi piazzali.

Così ambientalisti e semplici cittadini si sono dati appuntamento alle saline del Mulinello, che circondano il porto commerciale ad est e ad ovest, in occasione dell’Eurobirdwatch, il più importante evento dedicato al birdwatching, ma anche per continuare la battaglia, che arriverà anche alla Commissione europea, per non perdere questa porzione  di saline del Mulinello. Che, se pur rientrati a far parte delle  Zone speciali di conservazione (Zsc) del piano di gestione del ministero dell’Ambiente, non sono state ancora inserire con decreto della Regione nell’elenco dei 32 siti da tutelare.

“Siamo qui oggi per l’ultimo censimento ornitologico di questa zona, anche se – ha detto Fabio Cilea (Lipu)- non ci arrendiamo e continueremo a combattere per evitare di perdere anche mezzo ettaro di zona umida. Le saline di Punta Cugno sono una delle zone importanti per gli uccelli che arrivano dalla Scozia, Russia, Finlandia. Ci sono animali che fanno viaggi incredibili partendo dalla Tundra, che si riposano qui per andare in Africa, questo è un habitat importante. Chiederemo l’intervento dell’Europa che riconosce a questa zona un valore strategico per la conservazioni della natura a livello internazionale e che si è dotata di una direttiva uccelli che protegge quei luoghi importanti per la migrazione degli uccelli. Non possiamo permetterci di fare passare sotto gamba la distruzione di un habitat che per la comunità europea riveste un ruolo fondamentale. L’anno prossimo saremo qui per festeggiare un altro birdwatchin come festa del rilancio culturale naturalistico e paesaggistiche di questo luogo”.

“Gli uccelli che c’erano fanno vedere, a chi non li vuole vedere, che questa è una zona umida  popolata, è uno scrigno di biodiversità che va tutelato – ha aggiunto Enzo Parisi di Legambiente- perchè il sale è all’inizio del principio della vita, il sale che veniva da Megara era molto rinomato, ne scriveva già Plinio Il Vecchio. Conservare questo spicchio di salina è importane per noi e per quelli che verranno dopo. Intendono colmare la salina per fare inutili piazzali che non servono a nulla. Dal 2015 questo progetto non è, infatti, più nella scheda dei Grandi progetti, ed è ritenuto inutile ai fini dello sviluppo del porto,  non un container da quando è stato fatto il porto commerciale è mai arrivato. Non è che se ho costruito un albergo nel deserto e non viene nessuno, verrà la gente se lo allargo. Siamo proni a rivolgerci anche alla Corte di giustizia europea per un’eventuale procedura di infrazione alle direttive della Comunità europea”.

Per Jessica Di Venuta, presidente di Italia nostra Augusta presente ieri con i  ragazzi dell’associazione “qui c’è la sintesi del relazione con l’ambiente si può veder natura allo stato puro. Cementificare questa zona – ha affermato- significa creare uno squilibrio a livello ambientale, in passato abbiamo commesso degli errori,  possiamo ancora puntare su una fonte di turismo ecosostenibile. Non possono perseverare nell’errore, chi perde il passato perde il futuro. Le saline possono essere volano di sviluppo ecosostenibile anche se si capisce come mai siano state escluse da tutto il contesto”.

 

 


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo