Augusta, esperienze a confronto nella “Giornata internazionale delle persone con disabilità”

La giornata è iniziata con  un convegno promosso  da Asp, associazione 20 Novembre 1989 e con il patrocinio del Comune e si è concluso con uno spettacolo a San Giuseppe Innografo

Si è conclusa nel pomeriggio con lo spettacolo “La Fabbrica dei sogni” realizzato dai ragazzi dell’associazione 20 Novembre 1898 e i volontari della cooperativa “L’Albero” nel salone della parrocchia di San Giuseppe Innografo  la Giornata internazionale della persona con disabilità, che si è aperta al mattino nel salone Rocco Chinnici del Comune con un convegno su “La  qualità della vita nella disabilità, le istituzioni e i servizi accanto alle persone” promossa  dall’Asp  in collaborazione con l’associazione 20 Novembre 1989 e il patrocinio del Comune e che ha affrontato il tema della disabilità da diversi aspetti. I lavori, moderati da Sebastiana Di Franco e Rosario Pavone  hanno visto, diversi interventi a partire dal neuropsichiatra infantile Renato Scifo ma anche di racconti di esperienze concrete come quella di Sebastiano Cacciola che ha illustrato i percorsi di inclusione lavorativa in agricoltura sociale per giovani affetti da autismo e di  Michela Trovato, che ha parlato del progetto di una città dove  le persone che hanno difficoltà a camminare possono circolare più facilmente chiamato “Virtuocity”.

È seguita una tavola rotonda moderata dalla neuropsichiatra infantile Carmela Tata in cui il direttore del distretto di Augusta dell’Asp Lorenzo Spina ha sottolineato la necessità di attivare si “Pua”, i Punti unici di accesso  che prevedono degli sportelli per l’utenza con problematiche complesse. E’ un servizio di accoglienza della domanda, orientamento e presa in carico dell’utente per i quali sono previsti 8 milioni di euro da parte della Regione. Ha, inoltre, ribadito la necessità di evitare di frammentare gli interventi. Antonio La Ferla, responsabile del dipartimento di Salute mentale Augusta-Lentini ha ricordato il decreto assessoriale del 2012 per l’approvazione del piano strategico  della  salute mentale, in parte applicato e in parte no.

“È un decreto obiettivamente difficile da applicare non tanto dalla parte sanitaria quanto dalla parte del pubblico e dice che la sanità da solo non ce la può fare nè ci possono essere risorse che possono compensare questa incapacità vista la complessità del problema del disabilitò mentale – ha affermato – Dovremmo parlarci di più in modo da costruire un percorso comune per arrivare all’integrazione. Abbiamo fatto tante cose e le esperienze che ho sentito stamattina sono bellissime,  ma una volta finiti i fondi che succede? Allora è importante cercare di fare qualcosa insieme, uscire dall’isolamento facendo diventare la disabilità anche una risorsa dal punto di vista economico per la società”

Giuseppe Ricca, direttore del Consorzio siciliano di riabilitazione  che si occupa delle problematiche di disabilità e riabilitazione ha detto che nel 2017 il centro ha assistito 479 pazienti, sia in ambulatorio che a domicilio con due moduli per prestazioni  giornaliere e altrettanti per prestazioni  ambulatoriali della durata di 45 minuti l’uno. “Sono numeri bassi che non possono rispondere alle esigenze  del territorio, di gran lunga superiori ma è quello che si riesce a fare. –ha commentato- Il 70 per cento sono gravi il 30 gravissimi e le disabilità sono motorie (118), psichiche (35), neurologiche (115) e per la maggior parte (211) di  neuropsichiatria  infantile. Ci sono liste di attesa di turn over e per quanto ci possiamo sforzare rappresentiamo un turn over molto elevato. Abbiamo una rete di servizio e comunicazione nel consorzio con cui riusciamo  ad avere dei collegamenti ma non basta in territori molto più ampi.  Ci sono criticità come la sono carenza di personale”.

Salvo Patania, pediatra ha parlato della necessità di fare prevenzione già nella fase del concepimento ricordando che Augusta fa parte del Sin e si trova a dover affrontare la questione ambientale che influisce già fin dalle prime fasi di vita. “C’è uno studio che prevede che in 200 mamme che vivono nella zona industriale  vengono prelevate campioni di sangue cordonale del bambino e placentare per studiare la presenza di inquinanti nel sangue mentre poi  noi pediatri faremo delle schede fino a 24 mesi di vita del bambino”. – ha spiegato- proponendo la necessità  di fare uno studio di osservazione sulle disabilità perchè ad oggi non c’è un registro come questo e anche quando ci sono piccole disabilità  c’è una burocrazia enorme da superare.

Maria Giovanna Sergi, dirigente scolastica del secondo istituto comprensivo Corbino, scuola capofila per l’ambito 26 per le scuole della zona nord della provincia e già anche centro territoriale risorse per l’handicap ha sottolineato che l’inclusione della scuola c’è e si fa perchè la scuola è una comunità educante. Irene Noè ha ricordato che i medici di medicina generale vivono la disabilità sia dall’infanzia, “quando assistiamo i genitori che quando il bambino diventa più grande.  Io non sono mai stata in contatto con i servizi di Neuropschiatria  e a 18 anni tutto diventa difficile, – ha aggiunto- anche noi medici non abbiamo la preparazione per affrontare queste problematiche. E’ l’età in cui il genitore si sente ancora più solo e ha il carico del figlio  24 ore su 24. Grazie alle associazioni che portano avanti dei progetti, ma tutto si fa grazie alle iniziative  delle associazioni, noi dovremmo essere il collettore tra sanità e servizi sociali, ma non abbiamo questi contatti e potremmo fare molti di più”

Presenti anche l’assessore alle Politiche sociali di Melilli, Giuseppe Corradino del Comune che si è “impegnato a incontrare le famiglie per toccare da vicino le situazioni e conoscere chi ha le difficoltà quotidiane” dicendo che l’attività preventiva è fondamentale, l’assessore del comune megarese Rosanna Spinitta che ha ricordato le varie leggi sulla disabilità emanate in questi anni e i passi in avanti fatti anche se c’è sempre  quel gap tra la concezione  delle leggi e la loro applicazione concreta. “Abbiamo sempre avuto a cure la figura del disabile con il distretto Augusta-Melili e con i fondi della 328 abbiamo sempre privilegiato la disabilità. Ci occupiamo di assistenza scolastica, l’anno scorso per 67 studenti diversamente abili quest’anno  per  una settantina – ha detto – so che è poca cosa perchè garantiamo solo per poche ore al giorno. E’ stato garantito il servizio di trasporto disabili per il Centro siciliano di riabilitazione o per la struttura di Siracusa, offriamo assistenza domiciliare per soggetti affetti da disabilità gravissima e spero si possa creare una sinergia tra tutti gli attori”.

“Mi auguro che questa giornata sia un punto di partenza – ha commentato il vice presidente dell’associazione 20 Novembre, Sebastiano Amenta – e che tutti gli attori di questo evento inizino già da domani a prodigarsi per risolvere le criticità che incontrano giornalmente le famiglie a partire dai servizi scolastici che sono carenti e dai lunghi tempi di attesa per l’accesso alla terapia riabilitativa. Problemi che ho esposto all’assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Ippolito e per discutere dei quali ho chiesto un incontro al governatore Nello Musumeci e che ho esposto a palazzo Chigi all’attenzione del ministro Fontana”.

Il consigliere comunale, Biagio Tribulato  ha auspicato che questa iniziativa non rimanga un fatto episodico ricordando di aver sottolineato l’ importanza di costituire una Consulta per la disabilità anche con una mozione approvata in aula nel 2016 prevedeva, di istituire la figura del garante per i diritti del disabile e per la sua tutela costante e permanente. “Ho rappresentato l’esigenza ed il bisogno che questo territorio ha di avere un diurnato per i soggetti diversamente abili finita l’età scolastica, di avere un Distretto maggiormente funzionale ai bisogno del vasto numero di persone con handicap residenti nel nostro Comune. Ho inoltre sollecitato l’Asp nel poter garantire tempi piu’ celeri per le liste d’ attesa che sono in essere per accedere ai turni di terapia presso i centri di riabilitazione”.


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