Augusta, era latitante dal 2016 grazie a una “nuova” identità: in casa due binocoli per intercettare a distanza le forze dell’ordine

Il quarantatreenne aveva anche assunto l’identità di un uomo realmente esistente

Durante la sua latitanza, durata tre anni, aveva assunto anche l’identità di un’altra persona realmente esistente, falsificando così la patente di guida e la carta d’identità in cui le foto erano le sue, ma i dati no, che gli avrebbero permesso di spostarsi in alcuni paesi europei come Germania, Svizzera e Francia dove, secondo la polizia, Antonio Milici il quarantatreenne rintracciato  ieri mattina nell’abitazione della madre.

È rinchiuso da qualche ora nella casa di reclusione di Brucoli, dove dovrà scontare la condanna di due anni, sette mesi e dodici giorni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, una condanna definitiva  emessa dalla Corte di appello di Catania dopo la sua latitanza che risale dal 4 febbraio del 2016.

Della possibile presenza ad Augusta di Milici erano venuti a conoscenza, da alcuni giorni, gli agenti della polizia del locale commissariato, che hanno così messo in atto una mirata e articolata attività di indagine, con appostamenti e intercettazioni sia nei pressi della casa di Brucoli che  in quella al centro storico, dove l’uomo è stato realmente intercettato stamattina e arrestato dopo un tentativo di fuga, così come ha raccontato stamattina durante una conferenza stampa il dirigente del commissariato, il vice questore Giancarlo Consoli.

L’uomo era in contatto con vari gruppi per traffico di droga sia in Italia, sia all’estero e avrebbe continuato a portare avanti il traffico di ingenti quantità di stupefacenti, per lo più cocaina e già il 28 gennaio avevamo chiesto alla procura generale di Catania un mandato di arresto europeo – ha aggiunto Consoli-  nell’abitazione sono stati  sequestrati anche una parrucca rossa usata probabilmente per camuffarsi e due binocoli in grado di segnalare a distanza l’eventuale avvicinamento  delle forze dell’ordine a distanza la presenza di forze dell’ordine”. Che però evidentemente stamattina non stava usando quando gli agenti hanno fatto irruzione nella casa della madre.

A seguito della falsificazione dei documenti l’uomo  è stato denunciato anche per detenzione e uso di documenti contraffatti.


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