Augusta, è scoppiata l’estate… tra il “solito” parcheggio sulle piazzette del Faro Santa Croce e assordanti silenzi sul depuratore

Domenica mattina, al Faro, macchine e motorini erano parcheggiate sulle due aree pedonali, nessuna notizia sulla progettazione del depuratore già annunciata per marzo dal commissario Rolle

Con l’arrivo del caldo è scoppiata l’estate e rimangono i soliti problemi mai risolti, dagli oltre 20 km della costa vietati alla balneazione per vari motivi, alla carenza di parcheggio alla zona balneare più amata dagli augustani, il Faro Santa croce, presa d’assalto dai bagnanti soprattutto il fine settimana. Come domenica scorsa quando a “ripopolarsi” sono state anche le due piazzette realizzate una decina di anni fa e dove sono rispuntate, anche quest’anno, come negli altri, macchine e motorini.

Nello specifico, le automobili nell’area dove si trova il bar e gli scooter e i mezzi a due ruote nell’altra, dove la presenza dei dissuasori impedisce alle automobili di salirvi sopra. E senza che ci fosse la “solita” ordinanza di polizia municipale di deroga al codice della strada, che è arrivata solo oggi autorizzando la sosta, così come  in passato, ma solo nella piazzetta più nord. E a partire da sabato 15 e fino al 30 settembre,  “considerato che allo stato attuale è l’unica soluzione percorribile attesa la impossibilità di acquisire la disponibilità di aree destinate a tale scopo”.

Neanche a dirlo, le macchine domenica erano parcheggiate anche sugli stretti marciapiedi, restringendo così le strade di transito che consentivano, a stento, solo il passaggio delle auto, figurarsi di eventuali mezzi di soccorso. Un problema annoso, quello della carenza di parcheggi nato già nel 2008 dopo la realizzazione delle due piazzette e che avrebbe dovuto essere risolto, almeno sulla carta del progetto, con l’esproprio dei due terreni privati che ci sono nella zona e che non ha, al momento, trovato soluzione neanche con la nuova amministrazione grillina.

 

Rimane, inoltre, in tutta la sua gravità anche il problema della mancata depurazione delle acque che fa di Augusta un’“isola senza mare” con i suoi oltre 20 km di costa vietata alla balneazione anche, ma non solo, per la presenza di scarichi fognari dei reflui urbani che si continuano a sversare in mare, con il “miraggio” del depuratore e i 33 milioni di euro del Cipe mai spesi dal 2012 se non per qualche centinaio di migliaia di euro per effettuare le indagini geologiche sull’esistente.

E mentre per altri comuni e città siciliane e non, che si trovano nelle stesse situazioni l’iter va avanti come per il “potenziamento e adeguamento dell’impianto di depurazione di Vittoria e completamento della rete fognaria frazione di Scoglitti”, nel ragusano per il quale, come si legge dal sito istituzionale del commissario unico, il prossimo 13 giugno 2019, la commissione giudicatrice si riunirà per valutare i punteggi attribuiti all’offerta tecnica e per l’apertura delle offerte economiche e comunque vanno avanti le procedure per l’intervento, ad esempio, delle zone dell’agrigentino o del catanese, nessuna notizia arriva per il comune megarese.

Che, a dire del commissario Rolle già entro i primi di marzo avrebbe dovuto aver pronto il bando pubblico per affidare la progettazione degli interventi. Un annuncio arrivato a gennaio, circa 5 mesi fa nella massima espressione di un comune qual è   del coniglio comunale, alla presenza di consiglieri ed amministrazione e che sembra ad oggi caduto nel dimenticatoio della politica tutta. Allontanando così’ sempre di più il “sogno” di poter fare, un giorno, il bagno in acque più pulite.


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