Augusta, depuratore dei reflui. Il commissario Rolle: “no all’allaccio Ias, inizio lavori luglio 2020”. E costo lievitato a 55 milioni di euro

Il commissario ha fornito un cronoprogramma alla commissione Ambiente all’Ars in cui riconferma la realizzazione dell’impianto a Punta Cugno che sarebbe pronto, dopo il collaudo, a fine 2022

Alcune vasche e locali del depuratore di Punta Cugno mai realizzato

Inizio interventi luglio 2020, fine lavori giugno 2022 e costo totale dell’opera “lievitata” a 55 milioni e 100 mila euro, di cui 30 milioni – l’importo finanziato dal Cipe nel 2012 – disponibili. Passando dalla progettazione definitiva, comprensiva della  procedura Via da fare insieme all’invio in gara dei bandi che dovranno redatti e da altre criticità da superare come, per esempio, ad Agnone e Monte Tauro.

Sono questi i numeri per dotare il Comune di Augusta del tanto agognato depuratore dei reflui urbani, secondo il cronoprogramma fornito alla commissione Ambiente all’Ars dal commissario straordinario unico della depurazione, Enrico Rolle -successivo al precedente commissario regionale Vania Contrafatto – che nel documento ha messo, nero su bianco, gli impegni per far uscire il Comune di Augusta dall’infrazione comunitaria che non passano dall’allaccio al depuratore consortile dell’Ias di Priolo, ma dalla costruzione  del nuovo depuratore nella stessa zona di Punta Cugno dove già si dove realizzare tempo fa. E dove si trovano alcune vasche e locali realizzati decenni fa, ma completamente  vandalizzate e anche danneggiate da un incendio degli anni scorsi.

Sembra, dunque, tramontare definitivamente, la possibilità, di allaccio all’Ias che pure era stata  vagliata l’estate scorsa dal commissario che aveva effettuato degli incontri e sopralluoghi e  da più parti sollecitata anche per evitare tempi eccessivamente lunghi secondo quanto si legge nella relazione in cui, rispetto ai 12 interventi precedenti, previsti dalla ex Sai 8 e bocciati dalla gestione commissaria guidata da Vania Contrafatto perchè non ritenuti idonei, si è passati a 4 macro interventi.

Il principale  riguarda l’intercettazione degli attuali scarichi non depurati all’“Isola e Borgata”, tutte le opere necessarie alla loro adduzione, gli interventi di recupero e potenziamento dell’impianto di trattamento in contrada  Punta Cugno e la connessa condotta di scarico a mare delle acque trattate (costo complessivo stimato in 28,8 milioni circa, comprese le somme a disposizione della stazione appaltante).

Altro intervento riguarda Monte Tauro  caratterizzato “da scarsa densità abitativa, da cui discende un elevato costo unitario dell’infrastrutturazione fognaria. È stato necessario effettuare specifiche indagini sulla presenza di eventuali infrastrutture fognarie esistenti e definire sulla scorta delle decisioni che il Comune di Augusta dovrà assumere in merito alla regolarità urbanistica, la soluzione finale che comunque dovrà essere coerente con i vincoli della Direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane (costo complessivo intervento stimato in 18,2 milioni di euro)”, si legge nel documento.

Terzo intervento sarà dedicato a  Brucoli,  dove sarà intercettato l’attuale scarico non depurato con la relativa adduzione, in parte esistente, all’impianto di trattamento di Punta Cugno  per il costo più basso di 644 mila euro, mentre non si ha certezza ancora della realizzazione della rete fognaria e di un impianto di trattamento ad hoc per Agnone. “Si stima di poter confermare l’importo del finanziamento Cipe di 7.5 milioni di euro, anche in questo caso, prima di procedere, si rende necessaria una verifica sullo stato delle aree dal punto di vista urbanistico, al fine di stabilire se vi siano le condizioni per la realizzazione di un servizio di pubblica fognatura”.


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