Augusta, deposito di Gnl dentro il porto; Legambiente: “favorevole all’impianto, ma non al pontile consortile”

Secondo Parisi “bisogna spingere perché le navi passino al Gnl ed abbandonino gli altri combustibili fossili più inquinanti e Augusta potrebbe recuperare pure la sua passata posizione di leader mediterraneo del bunkeraggio”

“E’ auspicabile la realizzazione di un deposito per il Gnl nel porto di Augusta, ma a certe condizioni e non al pontile consortile”. A prendere posizione sulla possibilità che anche il porto “core” di Augusta abbia questa struttura per il bunkeraggio, prevista dall’Europa ma anche dal ministero delle Infrastrutture e dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale,  che ha pubblicato nelle scorse settimane un avviso che scade oggi è Legambiente, favorevole al fatto che le navi “modifichino l’alimentazione dei loro motori da olio combustibile e gasolio ad altri carburanti meno inquinanti come il metano.

Da tempo – dice Enzo Parisi- sosteniamo la necessità, come finalmente adesso previsto dal Piano regionale di tutela della qualità dell’aria per Augusta ed altri porti siciliani, dell’elettrificazione (cold ironing) delle banchine in modo da poter spegnere il motore della nave quando ormeggiata e fornirle energia elettrica da terra. È noto che nella sola Europa le emissioni dei cosiddetti gas di serra prodotti dalla combustione di idrocarburi (olio combustibile e gasolio) utilizzati dal settore dello shipping internazionale ammontano annualmente a circa 150 milioni di tonnellate. Le misure finora adottate, come l’obbligo di impiegare combustibili a più basso contenuto di zolfo, – continua- si sono dimostrate insufficienti a ridurre emissioni ed effetti negativi sul clima”.  

Secondo l’ambientalista bisogna spingere perché le navi passino al Gnl ed abbandonino gli altri combustibili fossili più inquinanti e  “Augusta, grazie a questa riconversione dell’alimentazione dei motori marini, potrebbe svolgere una funzione utile all’ambiente e recuperare pure la sua passata posizione di leader mediterraneo del bunkeraggio. Non manca qui la competenza e l’esperienza nella produzione, stoccaggio e movimentazione dei gas liquefatti. Ogni anno se ne producono e spediscono per nave oltre 800 mila tonnellate”.

Parisi entra nel merito della localizzazione del deposito che viene indicata nel bando, ma che il presidente dell’Autorità di sistema del mare Andrea Annunziata  ha definito “un’indicazione di massima” che potrebbe essere modificata. “Pur non trattandosi di un rigassificatore e non avendo le stesse funzioni e dimensioni, il deposito – continua Parisi- è comunque un impianto a rischio ed è doveroso e prioritario valutare tutti gli aspetti relativi alla sicurezza, all’ubicazione, al dimensionamento. Francamente non ci convince la proposta dell’Autorità portuale di localizzare il deposito a Punto Cugno e di riattare e utilizzare  il precario pontile consortile costruito negli anni ’70 e mai impiegato”.

Ricorda infatti che la stessa zona nella bozza del nuovo piano regolatore del porto “(di cui, per inciso, si sono perse le tracce) è stata indicata per la cantieristica navale e non ci pare una buona idea accostare serbatoi di gas a zone dove si fanno lavori a caldo. Senza poi escludere la possibilità di realizzare un deposito galleggiante fuori porto, ci sembra esistano a sud di Punta Cugno aree e pontili che meglio si presterebbero allo scopo. Un dibattito pubblico con le amministrazioni interessate – conclude l’esponente di Legambiente- sarebbe utile per chiarire le intenzioni dei proponenti e raccogliere l’opinione e le indicazioni di associazioni e cittadini”.

 


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