Augusta, concerto dell’orchestra “Falcone Borsellino” contro l’inquinamento e a sostegno della battaglia di don Prisutto

I musicisti in erba  provengono da zone a rischio del catanese, studiano musica grazie alla fondazione benefica “Città invisibile” e hanno voluto donare il concerto alla città

Melodie classiche dentro la chiesa Madre, a sostegno della battaglia di don Palmiro Prisutto contro l’inquinamento e per non dimenticare i morti di cancro e nell’anniversario della morte del giornalista catanese Pippo Fava, che condusse anche delle inchieste sull’inquinamento della zona industriale.

È quanto è accaduto sabato sera, alla Madrice, quando dopo la messa alcuni ragazzini che compongono l’orchestra  “Falcone  Borsellino” si sono  sistemati davanti all’ altare, per dare vita ad un vero  proprio concerto con musiche di Bach, Vivaldi, Strauss, Tchaikovsky e Brahms, diretti dal maestro maestro Semaias Botello. I musicisti in erba provengono da zone a rischio del catanese e dalla periferie come San Cristoforo e Librino e grazie alla fondazione benefica “Città invisibile”  hanno la possibilità di studiare gratuitamente  uno strumento musicale. Con l’orchestra hanno girato l’Italia e suonato per persone  minacciate dalla mafia o per sostenere gravi situazioni  di difficoltà nei diritti umani,  ma anche per Papa Francesco e   nella basilica di Assisi per la pace.

“I ragazzi hanno avuto occasioni importanti  pur essendo dei piccoli eroi – ha affermato sabato sera in chiesa Alfia Milazzo, presidente di Città invisibile – fino a oggi hanno eseguito 130 concerti e per Pippo Fava questo è il sesto anno, eppure è con grande e viva emozione che portiamo i nostri ragazzi qui da voi. Non posso non esprimere la mia personale emozione, vicinanza e amore nei vostri confronti. Quello che abbiamo vissuto attraverso le parole di don Prisutto è stata la necessità di essere vicini a una popolazione che per Catania è sorella. Città invisibile è qui per testimoniare che non abbiamo bisogno di grandi manovre, basta poco. Basta ricordarsi di essere umani, fratelli per dare forza a chi sostiene le giuste rivendicazioni e difende diritti importanti come la salute”.

L’arciprete don Prisutto, che prima dell’esibizione dei ragazzi ha letto nomi di una cinquantina di persone che stanno combattendo contro il cancro, ha riferito di essere stato contattato dalla fondazione dopo la messa in onda del programma di Raitre “Dieci comandamenti”, che ha fatto molto discutere. “La presidente della fondazione mi ha detto che volevano  fare qualcosa ed essere vicini alla nostra sofferenza. Così – ha ricordato dall’altare – hanno voluto offrire un concerto con i loro ragazzi anche perchè le persone che vivono drammi umani, quando sono accomunate dalla sofferenza, si possono sostenere reciprocamente”.

Poi ha ricordato il giornalista siciliano Pippo Fava, originario di Palazzolo Acreide, assassinato 35 anni fa a Catania che, nella sua rivista scomoda “I siciliani” più volte ha parlato del caso Augusta-Priolo “come ne parliamo oggi, ma a quell’epoca, nell’81, non era facile dire quello che  qui sarebbe accaduto. Purtroppo oggi lo possiamo constatare, quello era un allarme, già c’era stata la prima avvisaglia di malformati – ha concluso – Una battaglia  certamente difficile la nostra, ma che va condotta avanti perchè dobbiamo dare speranza al territorio e a un’intera popolazione”.


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