Augusta, Comune condannato dal Tar per aver negato l’accesso a informazioni ambientali sull’ex campo “Fontana”

Il sindaco Di Pietro ha risposto che si è trattato di un “disguido degli uffici oberati di lavoro”, il ricorso al Tar di un Comune  sulla procedura di rivalsa potrebbe evitare che l’Ente megarese debba  pagare la multa non essendo responsabile della mancata bonifica

Il Comune di Augusta è stato condannato dal Tar di Catania per non aver risposto alla richiesta di una società che chiedeva informazioni ambientali sull’ex campo sportivo “Fontana”, chiuso dal 2005 per la presenza di polvere di pirite nel sottosuolo e mai bonificata. Lo rende noto il consigliere comunale di “#perAugusta” Giuseppe Di Mare, che punta il dito contrto l’Ente.

Da un lato si parla di trasparenza – dice – dall’altro si attuano metodi che sono diametralmente all’opposto, disattendendo non solo i criteri di buona e trasparente amministrazione, ancor di più, il dettato della legge che prevede l’obbligo per le amministrazioni comunali di consegnare “l’informativa ambientale” a chiunque ne faccia richiesta, addirittura senza che il richiedente debba dichiarare il proprio interesse. Il consigliere di opposizione si chiede perché il Comune “nasconde le carte e non risponde? Ed ancora dà adito a dubbi, sospetti, la mancata costituzione in giudizio da parte del Comune, per quale motivo? In che modo l’amministrazione comunale pro tempore sta tutelando la popolazione nell’ interdizione e nella bonifica di un’area interdetta perché inquinata?“.

La società chiedeva di sapere quali fossero le iniziative intraprese dall’Ente per evitare che venissero ulteriormente gettati rifiuti all’ interno del sito considerato che “l’area ricade sotto la responsabilità del Comune, ma è evidente che la fatiscente recinzione perimetrale fa sì che l’area sia in sostanza libera di accesso a chiunque provi a farne ingresso con gravi responsabilità civili e penali dell’ente custode dell’area, cioè il Comune“. Il consigliere di opposizione ha già presentato un’interrogazione al Consiglio comunale e annuncia l’invio di una nota, con relativo dossier fotografico sullo stato attuale dell’impianto sportivo alla Procura di Siracusa, che nel 2016 ha dissequestrato l’ex campo.

Il sindaco Cettina Di Pietro ha risposto che non c’è stata alcuna “volontà di non voler mostrare le carte, ma che si è trattato di un disguido degli uffici oberati di lavoro. Quando ho saputo della richiesta – ha aggiunto – ho risposto personalmente sollecitando gli uffici a rispondere entro trenta giorni,  sto seguendo la questione da tempo e sono in contatto con il ministero e la struttura commissariale a cui ho ribadito che il Comune non è responsabile dei ritardi nella bonifica. E pertanto neanche della multa che è sospesa al momento. Oggi è in programma un incontro con il responsabile del ministero che si sta occupando della questione e il commissario per le bonifiche anche perchè abbiamo appreso che il Comune di Ascoli Piceno ha fatto ricorso sulla procedura di rivalsa e il Tar ha stabilito che prima di rivalersi sui comuni bisogna accertare di chi sia la responsabilità della mancata bonifica. Ha stabilito questo principio che ci fa ben sperare perchè  la competenza della bonifica, per quanto riguarda il campo Fontana, non è del Comune. Adesso si dovrebbe procedere con un’istruttoria  per stabilire questo”.


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