Augusta, centri di prima accoglienza per migranti: la maggioranza grillina abbandona l’aula e l’opposizione insorge

La minoranza ha stigmatizzato il fatto che per il secondo giorno consecutivo non si è potuto discutere dell’argomento senza una motivazione

Si è interrotta senza un motivo e senza arrivare ad una conclusione la discussione sulle “implicazione di rilevanza  comunali connesse alla presenza attuale e futura dei  centri di prima accoglienza nel territorio di Augusta” arrivata, ieri sera, in consiglio comunale subito dopo la mozione del consigliere Giancarlo Triberio di “Liberi e uguali” approvata dall’aula che ha impegnato l’amministrazione comunale a battersi perchè  rimanga ad Augusta il barcone del relitto del naufragio del 18 aprile, così come richiesto  dal “Comitato 18 aprile” e dal sindaco Cettina Di Pietro.

Dopo il prelievo del quarto dedicato alla discussione sui centri di prima accoglienza, richiesto del capogruppo del maggioranza del 5 stelle Roberto Casuccio, si è passati alla presentazione del punto da parte del consigliere comunale di opposizione Giuseppe Schermi,  ma dopo un botta e risposta anche acceso tra lo stesso Schermi e il sindaco Cettina Di Pietro che ha poi lasciato l’aula dichiarando di aver impegni familiari, è stata richiesta una sospensione di dieci minuti dalla presidenza. Al ritorno in aula era sparita la maggioranza dei grillini, tranne che per la presidente Marturana, la vice Silvana Danieli e il collega  Vittorio Meli rimasti in aula.

Così i consiglieri comunali di opposizione sono passati all’attacco e hanno improvvisato una conferenza stampa nell’aula, concessa per qualche minuto dalla presidente Marturana, nella quale hanno esternato tutta la loro delusione e i loro interrogativi per non essere arrivati praticamente a nulla su un tema importante per la città che riguarda l’accoglienza ai migranti. E in particolare il “Cas”, il centro di accoglienza straordinaria che la prefettura di Siracusa intende realizzare nella zona di San Cusumano, in un immobile ex Asi, nonostante il parere contrario del Consiglio comunale espresso in una mozione.

Si tratta del secondo nulla di fatto, i consiglio comunale era stato convocato, in realtà, il giorno prima, il 7 febbraio ma non si era raggiunto il numero legale di 16 consiglieri necessari proprio per la mancanza della maggioranza. A spiegare la posizione dell’opposizione è stato il consigliere comunale Marco Niciforo seguito da Enzo Canigiula che ha avuto “l’impressione che c’è qualcuno che voglia sfuggire a qualche responsabilità importante”. Alessandro Tripoli ha sottolineato che i toni avrebbero dovuto essere ben diversi anche nei confronti di un consigliere che ha offerto un punto  di vista magari diverso dal loro e buona parte della maggioranza stasera ha censurato un’importante discussione, mentre per Giancarlo Triberio il 5 stelle “ha certificato che è allo sbando e non è in grado di amministrare questo territorio”.

 


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