Augusta, celebrata la giornata nazionale delle forze armate e dell’unità nazionale in piazza Castello

Una corona d’alloro è stata deposta al milite ignoto dal comandante di MariSicilia, Nicola De Felice e dal sindaco Cettina Di Pietro.

“Ricordare il passato per costruire il futuro”.  Così ha esordito stamattina  il comandante marittimo Sicilia, ammiraglio di divisione Nicola Nicola De Felice in occasione della celebrazione della Giornata nazionale delle Forze armate e dell’unità nazionale, che si è svolta in piazza Castello, ai giardini pubblici alla presenza del sindaco Cettina Di Pietro, di  autorità civili, militari, delle associazioni combattentistiche, club service e degli  alunni degli istituti comprensivi “Corbino”  e “Principe Di Napoli”  e “Todaro”.

Oggi, in questa piazza che testimonia il profondo legame tra la città di Augusta, gli augustani e tutti noi militari presenti, – ha proseguito– il nostro pensiero va rivolto a tutti i protagonisti della grande guerra.  Grazie al loro sacrificio, tra questi molti erano siciliani, l’Italia ha raggiunto sia l’unita’ geografica che quella della propria gente. In questo momento storico, le forze armate italiane sono insieme simbolo e strumento di legalità, di tutela e di difesa dei diritti dell’uomo, presupposto di sicurezza, di crescita economica, di prosperità e di benessere, di accrescimento dei principi  basilari di una comunità sana ed attiva, fiera della sua identità.”

Il sindaco Cettina Di Pietro ha ricordato il ruolo delle donne nelle forze armate e che l’ apertura della carriera militare per le donne, in Italia  è arrivata solo recentemente nel 1999 si è realizzata perchè vi è una “stretta correlazione tra l’impiego delle donne nelle forze armate e l’efficacia dell’azione dell’unità militare e  le donne nelle forze armate sono  strategiche nel mantenimento della pace.

La nostra città – ha aggiunto- è come una bellissima donna ricca di tantissime qualità, ma che quotidianamente deve lottare per veder riconosciuto il suo ruolo e  la sua importanza. E nel caso specifico è stata sempre ospite generosa della Marina militare e delle forze armate e dovrebbe esserle attributo ogni giorno, non soltanto nella ricorrenza odierna,  il ruolo che le spetta in modo da riempire concretamente di significato il termine sinergia che sovente viene utilizzato per parlare dei rapporti della Marina militare e Augusta. 

Poi il primo cittadino  insieme al comandante di MariSicilia ha deposto una corona d’alloro  al Milite ignoto. All’inizio della cerimonia Giuseppe Carrabino, presidente della Società augustana di Storia patria ha ricordato anche i 176 che morirono nel primo conflitto mondiale. Per questo l’associazione ha donato, insieme al Comando militare,  un quadro con tutti i nomi dei morti augustani che verrà posizionato  nella chiesa delle Anime Sante. “Ben venga questa celebrazione per rinsaldare i vincoli tra la città e le istituzioni forze armate  tra la città e le forze amate che esprimono quella sicurezza per garantire con serenità il futuro” – ha detto Carrabino.

Alla fine sono stati ricordati 21 militari augustani caduti durante la guerra e  per ogni nominativo è stato sparato un colpo d’arma di artiglieria: Giuseppe Agati (19 dicembre 1917, Cortellazzo) Alfio Amato (disperso 27 novembre 1915,  Santa Maria di Tolmino),  Domenico Barbarino (9 ottobre 1918, Albania), Giovanni Barbarino (29 dicembre 1916, Villesse), Francesco Baudo (disperso sul campo, 2 agosto 1917), Giovanni Bramanti (7 dicembre 1917, Pistoia), Vincenzo Bruno (2 ottobre 1918, Santa Apollinare), Francesco Bussichella (21 aprile 1918, campo di prigionia), Salvatore Cipriano (29 ottobre 1918, Albania), Giuseppe Consolino (17 ottobre 1918, Torino),  Giuseppe Di Mare (28 giugno 1916, Monte Zebio), Giovanni Fazio (16 novembre 1916, Monte San Marco), Domenico Foti (disperso 15 maggio 1917, San Marco), Pietro Grasso (15 aprile 1918), Sebastiano Greco (16 giugno 1916, Monfalcone), Giuseppe Licciardello (6 febbraio 1916, Pollino), Salvatore Spinali (15 luglio 1918, Francia), Giuseppe Stella (22 dicembre 1920, ospedale di Messina), Palmino Tringali (24 giugno 1918, Arcade, sul Piave), Vincenzo Tringali (disperso 4 giugno 1917, Carso), Salvatore Vittorio (12 febbraio 1917, Isonzo).

 

 

 


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