Augusta, casa di reclusione: detenuto aggredisce un agente di polizia

Il fatto sarebbe avvenuto ieri intorno alle 13, 30 quando un detenuto straniero con problemi psichiatrici ha sferrato un pugno ad un agente

Senza alcun motivo avrebbe sferrato un pugno all’ispettore di polizia penitenziaria, che si trovava lì in quel momento, causandogli una tumefazione allo zigomo destro giudicata guaribile in 3 giorni, un detenuto di origine straniera rinchiuso dentro la casa di reclusione di Augusta.

Il fatto è avvenuto ieri intorno alle 13,30, l’uomo soffrirebbe di problemi psichiatrici e  non sarebbe nuovo a comportamenti aggressivi tant’è che anche la sua detenzione è stata causata da un’aggressione. E proprio per questo motivo avrebbe dovuto avere una maggiore sorveglianza secondo il Sappe, che ha denunciato l’ ennesimo episodio di violenza in cui “al solito è sempre la Polizia penitenziaria a fare da carta assorbente alle criticità penitenziarie. E’ inconcepibile osservare inermi questi episodi che – si legge in una nota- coinvolgono la Polizia penitenziaria, diventata un bersaglio per la popolazione detenuta. L’evento non sembra aver la giusta attenzione e nel frattempo crescono gli episodi negativi nei quali la Polizia penitenziaria è lasciata da sola, senza indicazioni o validi strumenti per contrastare la negatività del sistema carcere che in Sicilia parrebbe maggiormente sovraffollato”.

Il sindacato, nell’augurare pronta guarigione ed esprimere vicinanza al poliziotto penitenziario aggredito, solleva il problema della carenza di personale dentro la casa di reclusione di Piano Ippolito e le condizioni in cui operano gli agenti e si dice pronto a rappresentare nuovamente ai vertici nazionali e regionali dell’amministrazione penitenziaria le criticità, sollecitando urgenti ed adeguati interventi. “Dovrebbe fare seriamente riflettere le istituzioni il livello di pericolosità e di ingovernabilità, che sta da tempo caratterizzando le carceri della Sicilia e, di conseguenza, le difficoltà operative che quotidianamente deve fronteggiare il personale di Polizia penitenziaria. La cosa grave è che la crescita esponenziale degli eventi critici in carcere – conclude la nota- si è concretizzata proprio quando sempre più strutture detentive hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia penitenziaria. Ed è grave che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria guidato da Francesco Basentini non sia ancora stato in grado di mettere in campo efficaci strategie di contrasto a questa spirale di sangue e violenza”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo