Augusta, casa di reclusione, carichi di lavoro troppo pesanti e accorpamenti unilaterali dei turni degli agenti, i sindacati insorgono

Si dicono costretti a proclamare lo stato di agitazione e interrompere le relazioni sindacali se non si avranno rassicurazioni entro 15 giorni

Si dicono pronti a scendere in piazza i sindacati del Sappe, Uilpa, Osapp, Cnpp e Sinappe che protestano contro i troppi carichi di lavoro assegnati al personale di polizia penitenziaria, in carenza di organico, che presta servizio nella casa di reclusione di Piano Ippolito e oggi  hanno inviato una nota alla direzione dell’istituto di pena  e, per conoscenza, al provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Regione e alle segreterie regionali sindacali.

Noi non ci stiamo, abbiamo il dovere di tutelare regole e il personale del penitenziario augustano- Non abbiamo alcuna intenzione di nascondere come gli struzzi la testa nella sabbia -scrivono contestando “doppi turni e accorpamenti dei posti di servizio non discussi” che potrebbero avere conseguenze sulla salute, portare danni alla sicurezza operativa del personale di Polizia Penitenziaria e indurre “il personale a violare l’articolo 387 del Codice penale “Colpa del custode” che punisce chiunque, preposto alla custodia, anche temporanea, di una persona arrestata o detenuta per un reato ne cagiona, per colpa l’evasione.

“Se non si avranno rassicurazioni entro 15 giorni saremo costretti a proclamare lo stato di agitazione e interrompere le relazioni sindacali con la programmazione di una manifestazione di protesta verso una direzione sorda, coinvolgendo l’opinione pubblica ed ai mass media, non accettiamo scelte dittatoriali unilaterali quando si tratta di organizzazione del lavoro”– concludono sostenendo che le loro denunce ad oggi non hanno sortito alcun effetto e che le donne e gli uomini in divisa della polizia penitenziaria di Augusta si sentono “abbandonati e bistrattati”.

 


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