Augusta, carenza personale comunale per pensionamenti; Tribulato e Pasqua: aumentare monte orario dei contrattisti a 36 ore

La proposta che verrà formalizzata nei prossimi giorni secondo i due consiglieri potrebbe ovviare in parte alla grave carenza di personale che che si regista in diversi uffici comunali

Incrementare le ore lavorative a 36 settimanali per tutti gli 84 precari, che lavorano da anni a tempo determinato nei vari uffici del Comune e con un monte orario diversificato, per ovviare alla riduzione dei dipendenti comunali  che stanno andando in pensione e che dal 2017 all’anno prossimo ammonterà a 48 unità in meno. La richiesta arriva dai due consiglieri comunali dell’opposizione Biagio Tribulato ed Angelo Pasqua considerato “le grandi difficoltà di organizzazione di uffici e servizi rappresentataci anche dall’amministrazione e il blocco dei concorsi nella pubblica amministrazione” mentre “risulta fondamentale garantire l’ efficacia dei servizi che l’ Ente pubblico eroga a favore dei cittadini l’ incremento delle ore lavorative per il personale precario.

Attualmente tra gli ottantaquattro contrattisti a  lavorare a 36 ore a settimanale, il massimo previsto, sono una ventina tra appartenenti al comando di Polizia municipale, due istruttori tecnici ed un istruttore direttivo e  i due consiglieri chiedono all’amministrazione di vagliare l’ ipotesi di chiedere al ministero l’autorizzazione urgente per trasformare le 25 ore di servizio della maggior parte di loro  a 36. “Dopo aver analizzato i costi sommari con l’ ufficio del personale, abbiamo considerato che – dicono- con i 48 pensionamenti il Comune risparmierà circa 1.700.000 euro, mentre per la trasformazione del monte orario in 36 ore per tutti gli 84 contrattisti occorrono circa 700.00 euro. Pertanto si rientrerebbe sempre nella spesa del personale e si continuerebbe comunque a risparmiare sempre circa 1.000.000 di euro. Crediamo che possa essere una valida soluzione considerata la situazione che il nostro Ente, come molti enti pubblici, sta vivendo soprattutto per la resa dei servizi, che oggi si trovano sguarniti di personale. E per un migliore funzionamento dei settori dell’ Ente, che sempre di più fanno rilevare carenze organizzative, rafforzando anche la tutela degli 84 lavoratori che – concludono- da tempo attendono le procedure di stabilizzazione vincolati agli aspetti normativi della legge, nel nostro caso dei Comuni in dissesto”.

I due si dicono fiduciosi che possa essere accolta la prossima richiesta che presenteranno all’amministrazione ed invitano la classe politica tutta, dalla politica regionale nazionale alle sigle sindacali a sostenere l’idea.


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