Augusta, carenza di infermieri al “Muscatello”; la Cgil: “Non basta promettere 6 nuovi infermieri, bisogna aprire nuovi reparti”

Secondo Nardi, Coppa e Crisci “risulta grave la situazione al Pronto soccorso nel quale i tempi di attesa lunghi non sono compatibili con il diritto alla salute”, i tre chiedono al sindaco di prendere posizione

La promessa di inviare 6 unità di personale paramedico non può bastare”. Così la Cgil-Funzione pubblica con il segretario  provinciale Franco Nardi, il responsabile  della Sanità Marcella Coppa e il segretario della Camera del Lavoro di Augusta Lorena Crisci replica alle assicurazioni arrivate oggi sull’integrazione, da parte dell’Asp di Siracusa, del personale infermieristico in servizio all’ospedale “Muscatello”, che ha diritto ad andare in ferie, con altre 6 unità che dovrebbero evitare, dunque, l’accorpamento dei reparti di Neurologia e Medicina.

Contro questo rischio e anche per riaccendere i riflettori sui lunghi tempi di attesa del Pronto soccorso, per carenza di posti letto al nosocomio cittadino, nei giorni scorsi i consiglieri comunali, Giancarlo Triberio ed Enzo Canigiula   hanno presentato un esposto ai Carabinieri.

Noi ci uniamo al loro dissenso, risulta grave la situazione al Pronto soccorso nel quale i tempi di attesa lunghi non sono compatibili con il diritto alla salute, e – dicono i sindacalisti – denunciamo una gestione poco trasparente delle risorse umane, il mancato cronogramma che avvii alle assunzioni e alle stabilizzazioni e chiediamo al direttore sanitario Alfio Spina di rivedere definitivamente la decisione di accorpare i reparti, nonché la chiusura del reparto di Neurologia e al direttore aziendale Asp Anselmo Madeddu di ripristinare l’organico dei medici e paramedici da destinare all’ospedale Muscatello”.

Secondo la Cgil l’emergenza che ormai si protrae da diversi mesi è “da ritenersi intollerabile. L’incapacità di mantenere i livelli essenziali di assistenza medica nel territorio –proseguono- rispecchia la manovra di riordino ospedaliero che è fortemente sbilanciata a favore delle strutture private e che non obbedisce ai bisogni del territorio ma piuttosto è solo un operazione di maquillage. Come più volte dichiarato noi chiediamo l’apertura di nuovi reparti e nuovi servizi, richieste che restano inascoltate dalla direzione dell’Asp  e che a tutta risposta paventano l’accorpamento di due reparti quali Neurologia e Medicina interna, per la mancanza di medici ed infermieri, e la chiusura del reparto di Neurologia”.

All’amministrazione comunale e al sindaco Cettina Di Pietro, che ad oggi non si è espressa pubblicamente sulla questione i tre sindacalisti chiedono di prendere una posizione chiara sulla  sanità ospedaliera e di “spingere i loro deputati regionali e nazionali affinché possano impedire il depotenziamento della struttura per non aggravare la già delicata situazione che vede gli utenti di Augusta da anni costretti a rivolgersi a strutture di Siracusa o di altre province, pubbliche e non. Da sempre – concludono- denunciamo un abbassamento del “Lea”, livello essenziale di assistenza, che colpisce ancora più le fasce deboli, malati cronici, anziani, disabili. Se ciò non sarà ascoltato intendiamo avviare iniziative forti per riportare i suddetti livelli di assistenza essenziali a livelli dignitosi e rispettosi dei bisogni dei cittadini


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