Augusta, Antonello Costa, un talento naturale da comico, ma da piccolo sognava di fare l’attore serio: “e tutti ridevano quando aprivo bocca”

Antonello Costa in barca a Brucoli e in un video comico

L’artista augustano che da trent’anni gira l’Italia con i suoi spettacoli di cabaret e teatro appena può ritorna nella  sua Augusta dove vivono i genitori e il fratello

Ha festeggiato il trentesimo anno di carriera dopo l’esordio, nel 1985, da appena quindicenne al teatro della Marina militare di Augusta con la compagnia del “Teatro minimo” di Augusta, oggi lavora a pieno ritmo con 122 repliche del suo spettacolo in giro per l’Italia, ma le sue radici rimangono saldamente ancorate ad Augusta, sua città natale.

Dove vive la sua famiglia e dove torna puntualmente per ricaricare le batterie. È il ritratto di Antonello Costa, comico, cabarettista, ma anche attore e autore di testi, reduce dalla sua vacanza natalizia ad Augusta che ha trascorso in parte a letto per l’influenza che sta decimando molti augustani coccolato da mamma e papà visto che da quando aveva 18  anni vive a Roma, da dove ha già ripreso la sua tournée che lo porterà, a fine febbraio, anche ad Augusta e in giro per la Sicilia, ma anche in città come Roma, Napoli e nel milanese.

Un talento naturale il suo, passato anche dal celebre balletto di Michael Jackson, che imitava già al liceo. “Già da bambino recitavo e ballavo – racconta – alla scuola media già facevo gli sketch e la professoressa Lombardo, nella pagella di terza media, mi scrisse che ero portato per le attività artistiche, ma io ho fatto il classico per avere proprietà  di linguaggio. Poi un giorno mio padre seppe dal vigile urbano Italia che cercavano giovani per il teatro e cominciai. Poi sono venuto a studiare a Roma a 18 anni, ma in realtà volevo fare l’attore serio, ma tutti ridevano qualsiasi cosa dicessi. E ci sono pure rimasto male”. Immancabile, anche in questo caso, l’esperienza di  animatore al villaggio turistico di Brucoli dove già comincia a scrivere testi e recitare i suoi personaggi.

“Ho così inventato Sergio – dice – il pubblico che veniva al villaggio mi ha portato, piano piano, nei locali di Roma a fare questi numeri e sono finito al festival del ‘98 di Grottamare, nelle Marche, il più famoso festival di cabarettisti. Mi sono ritrovato con 40 comici e ho vinto, a pari merito, con Ficarra e Picone”.

Da quella vittoria ad agosto saranno passati 20 anni, un milione e mezzo di chilometri percorsi in quasi 3.500 spettacoli in giro per l’Italia e anche all’estero, un film da co-protagonista, “2061 un anno eccezionale” con Diego Abatantuomo, passaggi in televisione da Maurizio Costanzo e Pippo Baudo, sia in Rai che a Mediaset. Nel 2000 è stato rivelazione artista siciliano, nel 2001 personaggio comico dell’anno, tra le sue esperienze teatrali spiccano anche le commedie musicali “Aggiungi un posto a tavola”, “Rugantino” ha interpretato anche l’operetta come la “Vedova allegra”, che forse sarà anche esportata a Pechino l’anno prossimo, al teatro regio di Torino dove ha fatto il ruolo del comico e ha girato il film “Cavalleria Rusticana”, tratto dalla novella di Verga, interpretando il ruolo del protagonista Turiddu Macca.

Più lavoro più mi chiamano – aggiunge l’attore augustano – Il 17 gennaio vado a Lavello, in Basilicata per inaugurare il teatro di quel paese a fare lo spettacolo di cabaret. Nella vita o vuoi diventare famoso o vuoi diventare bravo, all’inizio forse volevo diventare famoso, ma oggi so che è molto più importante essere bravi anche se oggi sembra quasi che ai giovani si insegna che la cosa più importante è andare in televisione anche se non si sa fare nulla. Sto lavorando ad uno nuovo spettacolo che debutta a marzo, scrivo i numeri, c’è anche un corpo di ballo. Visto che è mancato Pino Daniele un giorno ho pensato che poteva essere il quinto Beatles, non so perchè, cosi  ho  fatto “Come togheter” di Beatles citando dentro le canzoni di Pino Daniele”.

Numeri di un certo spessore, dunque, non solo cabaret e risate, anche con la sorella Annalisa, che da 18 anni vive anche lei a Roma, coordina il corpo di ballo con due ballerine ed è anche diventata una “bravissima soubrette. Credo che il talento lo abbia trasmesso a noi mio nonno materno, Giuseppe Pinto che – ricorda Antonello Costa – faceva il panettiere, suonava la chitarra, cantava e ballava benissimo. Anche in famiglia siamo tutti molto allegri e io sul palcoscenico mi trattengo. Ho tutta la sicilianità che mi esplode dentro”.

Intanto appena può torna nella sua Augusta che, di certo, “è messa un po’ male”, ma diventa una reggia se paragonata alla caotica Roma. “La mia vacanza è solo ad Augusta che adoro. Dopo  il tour di maggio-giugno vengo sempre qui e mi rilasso. Vado a fare la spesa al supermercato al Monte, il mio gommista è di Augusta, vivo a Brucoli dove ho la barca e spesso esco a pescare tutto il giorno con mo padre. È qui l’unico posto dove ricarico le pile. Non so perchè, sarà il cordone ombelicale, gli odori, i colori”.


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