Augusta, amianto all’Arsenale militare, l’Ona torna a chiedere la bonifica

Vicario, presidente regionale Ona sollecita la piena operatività del Centro regionale per la cura e diagnosi delle malattie legate all’amianto, da poco istituito all’ospedale “Muscatello”, attivato numero verde

C’è anche l’amianto dell’Arsenale militare di Augusta tra le risultanze della relazione, pubblicata un paio di giorni fa, della commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’uso dell’uranio impoverito e dell’amianto, che ha fatto tappa anche ad Augusta nel luglio 2016 per  verificare le condizioni della sicurezza dei lavoratori civili e militari impiegati nella struttura e la loro eventuale esposizione all’amianto.

Lo rende noto l’Ona, osservatorio nazionale amianto, che fa riferimento alle dichiarazioni del suo presidente nazionale Ezio Bonanni rese nell’ambito del filone di indagine degli arsenali e alle connesse problematiche di sicurezza e di tutele previdenziali del personale rispetto al rischio della presenza di amianto, negli arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta e torna a  chiedere che si faccia la bonifica  integrale delle navi della Marina militare, che ci sia una maggiore efficienza nella sorveglianza sanitaria ma anche l’indennizzo e risarcimento delle vittime, con il riconoscimento della qualità di vittima del dovere.

E questo in considerazione del  fatto che la commissione parlamentare ha accertato che, nonostante la gran parte della bonifica dei manufatti con amianto all’Arsenale, censiti tra il  2002-2003, sia stata eseguita nel 2005- 2006, “l’amianto è ancora presente nella struttura, come in alcune delle navi militari. La condizione di rischio del personale civile e militare della Marina Militare per esposizione ad amianto e di altri cancerogeni e agenti patogeni si somma a quella legata ad altre fonti di rischio nel cosiddetto triangolo della morte (Augusta, Siracusa, Gela)” – si legge nel comunicato dell’Ona in cui   Calogero Vicario, coordinatore regionale dell’osservatorio sollecita l’attivazione concreta del “Centro regionale per la cura e diagnosi delle malattie legate all’amianto, da poco istituito all’ospedale “Muscatello” di Augusta, sottolineando ancora una volta i “colpevoli ritardi della politica regionale siciliana, anche se dopo le elezioni qualcosa sembra essersi mosso – dice Vicario – ringrazio l’onorevole La Rocca Ruvolo, presidente della commissione Salute della Regione Sicilia, per essere stata presente al convegno regionale amianto organizzato dall’Ona lo scorso 3 febbraio a Priolo Gargallo. Spero e auspico che anche l’unità operativa di chirurgia toracica del Migliore al policlinico di Catania sia al più presto dotata delle strumentazioni necessarie per un suo indispensabile potenziamento”.

L’Ona ricorda che la Procura della Repubblica di Padova ha accertato che, solo nell’ambito della Marina militare, sono 1.101 le persone decedute o ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi) e che sono stati 9 casi di mesotelioma maligno, con codice di esposizione familiare insorti in soggetti esposti per ragioni di convivenza con familiari professionalmente esposti nel settore della “Difesa nazionale”.

Per l’Inail, inoltre, sono 830 i casi di mesotelioma maligno identificati nell’ambito dei corpi militari. “In relazione a un gran numero di casi di malattie e decessi nel personale civile e militare delle Forze armate, ivi compresi coloro che hanno fatto servizio nella base di Augusta”, l’Ona ha istituito un numero verde gratuito 800 034 294, a cui si può rivolgere chi si è ammalato, chi ha bisogno di assistenza per eventuale diagnosi di malattia professionale e chi chiede il risarcimento dei danni, anche quelli subiti dai familiari.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo