Augusta, accoglienza e inclusione: “Legami ed esempi di buone prassi nel territorio” per le persone affette da autismo

Di questo si è parlato al convegno promosso dal Dipartimento per l’inclusione, la disabilità ed il disagio del secondo istituto comprensivo “Orso Mario Corbino”

Accoglienza, inclusione ed integrazione sono fondamentali per consentire una migliore qualità della vita alle persone affette da autismo. E’ quanto emerso all’affollato convegno “Legami ed esempi di buone prassi nel territorio” che si è svolto, nei giorni scorsi, in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza dell’autismo al circolo Unione, promosso dal Dipartimento per l’inclusione, la disabilità ed il disagio del secondo istituto comprensivo “Orso Mario Corbino” di Augusta, diretto da Maria Giovanna Sergi, che ha moderato l’incontro sottolineando quanto sia importante far conoscere questo disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione.

E una testimonianza diretta è stata quella di Giuseppe Auteri, un ventunenne affetto da autismo, che ha raccontato di come sia riuscito a superare le incomprensioni ed i momenti difficili che si vivono grazie a figure di riferimento importanti quali sono i genitori, gli educatori e i medici che lo hanno aiutato a migliorare la comunicazione e, di conseguenza a vivere meglio.

Dopo il benvenuto di Piero Castro, vicepresidente del circolo, il convegno è stato presentato dalle insegnanti Cettina Messina e Antonella Riccobono che hanno sottolineato come la scuola debba far crescere i bambini nella globalità della persona dando loro l’opportunità di accogliere ed essere accoglienti. Si sono poi susseguiti i vari interventi con Sebastiano Amenta, vice presidente provinciale dell’associazione 20 Novembre 1989 e componente della Federazione italiana rete sostegno e tutela dei diritti delle persone con disabilità che ha sottolineato l’importanza dell’inclusione lavorativa, Paola Iacono, neuropsichiatra infantile all’Asp di Siracusa ha invece parlato dell’importanza della diagnosi e del trattamento precoce ed illustrato le caratteristiche del Centro per l’autismo.

A seguire Giuseppe Ricca, direttore sanitario del Consorzio siciliano riabilitazione, che ha illustrato al numeroso pubblico quali sono gli interventi di riabilitazione territoriale, il pedagogista ed insegnante di sostegno Antonio D’Aquino che ha focalizzato il suo intervento sul piano pedagogico e didattico a scuola che deve oscillare tra rigore formativo e aderenza alla realtà e che deve essere caratterizzato dal prendersi cura del ragazzo utilizzando tutte quelle strategie educative tradizionali o innovative che possano favorire la sua crescita e la sua integrazione.

Laura Licata, psicologa e assistente Asacom, in rappresentanza della cooperativa sociale Crass ha relazionato sui servizi territoriali, soffermandosi particolarmente sulla figura dell’assistente all’autonomia ed alla comunicazione, l’ altra psicologa ma della cooperativa sociale L’Albero, Isabella Migliore, ha parlato anche di integrazione sensoriale. A sottolineare, infine, l’importanza del coordinamento quale risorsa e opportunità per famiglie e attori sociali è stata Lisa Rubino,  il presidente del coordinamento della provincia di Siracusa delle associazioni, delle famiglie dei volontari a tutela della disabilità. Presente anche il presidente del Consiglio comunale Sarah Marturana, in rappresentanza del sindaco, che si è soffermata sul ruolo della scuola e delle istituzioni nell’ acquisizione di consapevolezza.

Il convegno ha, inoltre, rappresentato il momento conclusivo di una serie di attività didattiche, che hanno coinvolto gli studenti in orario curriculare, sempre nell’ambito del progetto Legami, in attività artistico-espressive, musicali, sportive, multimediali che hanno avuto come obiettivo prioritario l’accoglienza, l’integrazione, l’inclusione sociale, le pari opportunità, favorite dall’uso di linguaggi diversi, che hanno favorito l’espressione di abilità e talenti di cui gli stessi alunni non sempre sono consapevoli.


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